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Il Decreto legislativo n. 185/2016 entrato in vigore l'8 ottobre scorso ha apportato diverse modifiche al Jobs Act

 una delle quali riguarda l'istituto delle Dimissioni online .

In particolare è stato introdotto un modulo per la comunicazione del recesso di rapporto di lavoro per dimissioni o per risoluzione consensuale, questo modulo ha valore su tutto il territorio nazionale ed è caratterizzato da 2 elementi fondamentali: la contraffabilità e falsificabilità.

L’art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015 obbliga ai lavoratori del settore privato – al di fuori dei casi previsti dell’art. 55, co. 4 del D.Lgs. n. 151/2001 – di utilizzare specifiche procedure affinché possano essere considerate valide le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale.

Al comma 1 dell'' articolo citato il Governo sancisce la volontà che dimissioni volontarie e risoluzione consensuale dovranno essere effettuate, a pena di inefficacia, con modalità telematiche disponibile sul sito del Ministero del lavoro e successivamente inviate alla direzione territoriale del lavoro competente e al datore di lavoro.

Resta ferma la possibilità per il lavoratore di revocare le dimissioni con le stesse modalità entri 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo. Il datore di lavoro può validare le dimissioni solo dopo aver ricevuto il modulo telematico e dopo 5 giorni dalla data di cessazione può effettuare la comunicazione al centro per l 'impiego.

Da sottolineare che tale procedura telematica è riservata ai soli dipendenti privati e non quelli pubblici.

Altri soggetti esclusi sono:-

  • ai rapporti di lavoro domestico;

  • alle conciliazioni o procedimenti di risoluzione del rapporto di lavoro presso le commissioni di certificazione (c.d. sedi protette);

  • al recesso durante il periodo di prova di cui all’art. 2096 c.c.;

  • alle dimissioni e risoluzione consensuale prestate dalla lavoratrice nel periodo di gravidanza o dalla lavoratrice/lavoratore durante i primi 3 anni di vita del bambino (in questo caso, è operativa la convalida da effettuare presso la Direzione del Lavoro);

  • ai lavoratori del settore marittimo (in quanto il contratto di arruolamento dei lavoratori marittimi è regolato da legge speciale del Codice della Navigazione).

    Bisogna ricordare che qualora il dipendente voglia rivolgersi ad un soggetto abilitati, ovvero:

  • patronato

  • organizzazione sindacale

  • ente bilaterale

  • commissioni di certificazione

  • consulenti del lavoro

  • sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro.

 

 

 

 


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